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Home > Apprendimento > Buone pratiche e inclusione scolastica, il presidente Inpef: Non può essere solo scolastica

La promozione dell’inclusione scolastica degli alunni con disabilità è il contenuto di uno dei decreti attuativi della nuova legge sulla Buona Scuola. La questione della centralità dell’insegnante di sostegno nella vita di un bambino in difficoltà è portata avanti da anni da Vincenza Palmieri, Presidente dell’Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare ®. La proposta è quella di affiancare l’insegnante di sostegno ad un “educatore di sostegno” presente nella vita di un bambino disabile o speciale o diversamente abile o qualunque altra definizione accettabile, anche al di fuori del contesto scolastico.

“Le famiglie con figli disabili dovrebbero essere supportate in ogni momento della giornata e dell’anno, non soltanto a scuola. Un bambino con disabilità conclamata trascorre, infatti, in classe solo una parte minoritaria del suo tempo, mentre è al di fuori che trova il maggior numero di ostacoli e di limitazioni” afferma la professoressa Vincenza Palmieri. “Un sostegno di questo tipo – aggiunge il presidente dell’INPEF – dovrebbe essere pensato lungo tutto l’arco della vita dell’individuo, e non solo in corrispondenza dell’infanzia o della vecchiaia e atterrebbe soprattutto all’ambito delle politiche sociali e non esclusivamente a quello dell’istruzione”.

Nella delega sull’inclusione scolastica, l’aspetto fondamentale è che non sarà solo la gravità della disabilità a determinare le risposte offerte degli alunni. Si cercherà di capire in senso più ampio i loro bisogni. A intervenire sarà poi la scuola che dovrà fornire al nuovo Gruppo di Inclusione Territoriale il Piano di inclusione, la valutazione diagnostico-funzionale e il progetto individuale per l’alunno.

Tra le novità, c’è la formazione degli insegnanti di sostegno che dovranno essere più preparati grazie a una formazione iniziale che prevede l’obbligo di 120 crediti formativi universitari sull’inclusione scolastica (non più 60 come è oggi). Sull’importanza della preparazione dei docenti di sostegno, la professoressa Palmieri si batte da anni anche con il Master in Tecniche e Procedure per Insegnanti ed Educatori Del Sostegno e dell’Inclusione Scolastica. Sul percorso attuale per diventare insegnante di sostegno, la prof.ssa Palmieri spiega: “Il personale della scuola deve poter contare su una solida formazione in grado di metterlo in comunicazione con i bisogni delle famiglie che hanno ragazzi con handicap e l’attenzione a questi temi deve necessariamente partire dai moduli universitari. Dalla mia esperienza di docente nella facoltà di Scienze della Formazione Primaria – dopo – e nelle SSIS – prima – , ho contrastato a lungo il cosiddetto semestre aggiuntivo per il sostegno, un tempo troppo limitato per acquisire la professionalità necessaria a trattare un universo complesso come quello delle disabilità, del disagio e della sofferenza che non è solo del singolo. Per questo, la formulazione di percorsi di eccellenza sulla Didattica Efficace ® e dell’Inclusione come prassi costante.

Per conoscere il programma dei Master:

http://www.pedagogiafamiliare.it/file/Master_Sostegno.html

http://www.pedagogiafamiliare.it/file/master_pedagogia_speciale.html

http://www.pedagogiafamiliare.it/file/master_intensivo_didattica_psicopedagogia_dsa.html

 

 

 

 

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