• cronacasociale@gmail.com
Home > Diritti > L’On. Bechis sul rischio medicalizzazione della Scuola: “Una​ scuola più vicina ai ragazzi e alle famiglie”
IMG_8878-m

L’On. Bechis sul rischio medicalizzazione della Scuola: “La scuola di oggi è fortemente penalizzata, occorre immaginarne una più vicina ai ragazzi e alle famiglie”.

In vista del Convegno promosso dall’INPEF “Dal Diritto allo Studio al Diritto all’Apprendimento” (28 ottobre – Sala Zuccari Senato della Repubblica), abbiamo intervistato l’Onorevole Eleonora Bechis, membro della Commissione Parlamentare Infanzia e Adolescenza, nota per l’Interrogazione Parlamentare recentemente presentata al Ministro della Salute sull’abuso di psicofarmaci nell’infanzia, e che presenzierà all’iniziativa in veste di relatrice.

Onorevole Bechis, ritiene che ci sia un qualche collegamento tra questa filiera diagnostica nella Scuola e il consumo di psicofarmaci da parte dei ragazzi?

La scuola di oggi è fortemente penalizzata, vede insegnanti sempre più demotivati e bistrattati ma carichi di responsabilità ed obblighi ministeriali che poco hanno a che vedere con l’educazione dei nostri figli (raggiungimento di obiettivi programmatici spesso troppo onerosi), le famiglie travolte da una vita frenetica tra casa e lavoro e i ragazzi che sempre più spesso non riescono a reggere il ritmo e il carico di studio a loro imposto.
Questa è una bomba sociale e le conseguenze ricadono tutte sui ragazzi che sentendosi inadeguati rischiano di cadere in depressione.
Vogliamo dire che è una conseguenza voluta la prescrizione di psicofarmaci per alleviare l’ansia da prestazione? Non lo so, certo è che in questo modo non insegniamo ai nostri ragazzi a stare al mondo, a gestire le emozioni e gli stati d’animo, “tanto c’è la pastiglietta che mi aiuta”. Non è sicuramente un bel futuro quello che ci si prospetta davanti se non corriamo subito ai ripari.

In base alla Sua esperienza parlamentare, anche come componente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione, c’è qualche proposta ulteriore che vorrebbe avanzare in riferimento a questa tematica e rispetto alle preoccupazioni di molti sul rischio di una medicalizzazione della Scuola?

Secondo me il primo passo da fare è quello di immaginare una scuola più vicina ai ragazzi ed alle loro famiglie, che dia loro la possibilità di imparare ma con metodi e tempi più flessibili. Io sono una estimatrice delle scuole che utilizzano il Metodo Montessori (metodo che si basa sull’indipendenza, sulla libertà di scelta del proprio percorso educativo entro limiti codificati e sul rispetto per il naturale sviluppo fisico, psicologico e sociale del bambino) e quando si è dovuto parlare di “Buona Scuola” ho proposto di valorizzarlo, purtroppo non è andato a buon fine, ma non demordo.

Ufficio Stampa INPEF

FacebookTwitterGoogle+LinkedInEmailCondividi