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Home > Comunicato Stampa > IL PIU’ IMPORTANTE FINANZIAMENTO MONDIALE PER LA RICERCA, 115 MILIONI DI EURO, DESTINATO A FINANZIARE LA FILIERA PSICHIATRICA
Il presidente ANPEF, Vincenza Palmieri

Vincenza Palmieri: nuove terapie per creare nuovi mercati per il marketing della psichiatria. I nostri bambini devono restare poveri, per alimentare l’inganno che li rende “malati”

Un finanziamento di 115 milioni di euro – il più ingente, a livello mondiale, per la ricerca scientifica nell’ambito del neurosviluppo – è stato assegnato ad un consorzio internazionale guidato dall’Istituto di Psichiatria, Psicologia e Neuroscienze del King’s College di Londra, che vede beneficiarie anche strutture italiane. Lo studio oggetto di tale sovvenzione mira a sviluppare nuove terapie rivolte alle persone che si ritiene rientrino all’interno dello spettro autistico.

La Prof.ssa Vincenza Palmieri, Presidente Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare e fondatrice del Programma Vivere Senza Psicofarmaci:

<<Se in tema di autismo “l’amore non basta”,  va anche detto che un approccio del tutto privo di amore e di metodologia , nella ricerca della comprensione del fenomeno – nel tempo – ha commesso tante stragi.

Una delle teorie psichiatriche  andata per la maggiore è stata quella secondo cui, alla base, ci fosse un cattivo rapporto con la madre. Abbiamo assistito , in passato, a madri che si sono suicidate, proprio a causa di questa diffusa valutazione psichiatrica diventata cultura del momento.

Fino a che, più recentemente, si è iniziato a guardare all’autismo come forma di comunicazione selettiva o come problema di comunicazione tra individuo e ambiente o anche come il risultato di terapie vaccinali, epidemie virali, intossicazioni. Mai di natura psichiatrica.

Ma per troppo, troppo tempo le famiglie sono state lasciate sole. In assenza di politiche per la famiglia, politiche sociali e di sostegno.

L’amore, dunque, non può bastare – certo – ci vuole di più: intervento sui ragazzi, sostegno alle famiglie, politiche sociali di supporto, servizi di compagnia e accompagnamento , didattica mirata e metodologia di studio e comunicazione .

Cosa leggiamo ,  invece, in una rivista destinata a pochi addetti ai lavori?

Che il più grande finanziamento in proposito viene indirizzato verso la scelta degli psicofarmaci, ancora una volta, dopo che già l’approccio psichiatrico si è reso responsabile dell’ampliamento del range dello spettro autistico a dismisura, per cui spesso ci siamo trovati di fronte a ragazzi definiti autistici  mentre erano solo timidi o chiusi al mondo o per tutt’altro genere di ragioni.

Il bacino di utenza è divenuto, così, molto numeroso.
E sappiamo bene che dove ci sono numeri e bambini, il terreno è fertilissimo per individuare mercati e clienti appetibili per il marketing di tipo psichiatrico.

Mentre 5 milioni di italiani vivono in povertà, e tra questi 1,2 milioni di bambini (dati ISTAT 2018), 2 milioni di Minori sono dopati o diagnosticati, ben 115 milioni di euro sono destinati alla ricerca psicofarmacologica già tanto sostenuta a livello mondiale.

La denuncia non può che essere chiara e diretta alle Istituzioni coinvolte:perchè tanti soldi per la ricerca psichiatrica e psicofarmacologica in Italia?

Quale vestito nuovo la psichiatria vuole ancora acquistare?  

Perché non  non ci sono stanziamenti per politiche che riducano la povertà tra i bambini , con messa a disposizione di servizi ed opportunità? 

Anche la risposta è altrettanto chiara: Perché “per qualcuno” quei bambini  devono restare poveri. Per alimentare l’inganno che li rende malati. E soli. Oggetto di segnalazioni ed allontanamenti “tutelanti” che solitamente colpiscono i poveri.

Ed i bambini autistici? E lo spettro autistico? Trasformato in spettro psichiatrico.

Dov’è, allora, la buona notizia? La buona notizia è che noi ci siamo! E ogni bugia scoperta e contrastata.

Chiediamo conto ufficialmente di questi ulteriori 115 milioni di euro a finanziamento delle prassi psichiatriche verso i bambini autistici. E chiederemo conto nelle sedi istituzionali degli abusi psichiatrici in nome della ricerca scientifica, dai feti in su, come abbiamo agito con forza contro la somministrazione del Prozac alla donne incinte con rischio per il figlio di Sindrome di Down.

La psichiatria ha un problema oggi: NOI CI SIAMO!

E continueremo ad esserci, per smascherare le connivenze e le collusioni, non solo tra sistema Psichiatrico e Giuridico, ma tra Sistema Psichiatrico, Economico e Politico sui quali questo si fonda.

Vincenza Palmieri

Presidente INPEF
Fondatrice del Programma Vivere Senza Psicofarmaci

 

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