domenica, aprile 18

Emanuele Gisci, Ass.re Pol. Educative II° Municipio: ” Bibbiano ha scoperchiato dei problemi che erano già presenti”

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Il prossimo 22 marzo – in occasione dell’atteso appuntamento con l’Evento Internazionale “Arte, Cultura e Scienza per i Diritti Umani e contro la Filiera Psichiatrica” – sarà presente tra gli altri il Vicepresidente e Assessore alle Politiche Educative e Scolastiche del II Municipio Emanuele Gisci, un protagonista della politica locale da tempo attivo sul territorio e fortemente impegnato in campo sociale.

“Per me è un onore partecipare a questo importante evento, sono davvero molto contento di intervenire… Ho avuto modo di conoscere la Prof.ssa Palmieri e da quell’incontro e dalla mia partecipazione come uditore ad eventi passati, tra cui l’ultima presentazione del Libro “Bambini Prigionieri”, ho potuto conoscere la mission e la vision dell’Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare e in particolare della Prof.ssa, e ho percepito una profonda comunione d’intenti sul lavoro e sugli obiettivi riguardanti un tema così delicato come quello dei bambini che vengono allontanati dalle proprie famiglie”.

Vicepresidente, a Lei chiediamo innanzitutto quale ruolo e quale responsabilità ha la politica nel garantire la tutela effettiva dei Diritti Umani e dei Diritti dei Bambini?

“Ritengo ci sia una responsabilità enorme da parte della politica, anche perché per prima cosa la politica ha la competenza di erogare un servizio e di avere pertanto un ruolo più che mai attivo. In particolare, nascendo personalmente come psicologo e psicoterapeuta, e occupandomi direttamente di asili nido, scuole dell’infanzia, e dei servizi in questo senso erogati direttamente dal Municipio, nel mio ruolo istituzionale metto sempre dentro anche il tema della mia professione: sono molto consapevole di alcune tematiche e ho da sempre condiviso con il mio Presidente, la Giunta e il Governo territoriale, questa consapevolezza ovvero appunto l’importanza che la politica ha nel rapporto con la dimensione infanzia. Una responsabilità concreta che parte per esempio dai “servizi 0-6 anni”, legati a quel momento determinante nello sviluppo dell’individuo dove il bambino che riesce a maturare una consapevolezza individuale e ad apprendere competenze relazionali positive, avrà la fortuna dello sviluppo positivo della propria individualità e sarà per questo un adulto migliore, più sano, più competente nella relazione tra pari. Dunque a mio avviso ci sono tutta una serie di benefici che possono svilupparsi grazie a un’infanzia serena e sana, ecco perché nell’erogazione di questi servizi è molto importante che la dimensione educativa abbia un ruolo davvero centrale: non si tratta solo di baby-parking, ma di servizi all’interno dei quali ci sono dei progetti e dei percorsi educativi fondamentali su cui puntiamo tantissimo”.

Lei è Assessore alla Scuola nel Suo Municipio: che importanza riveste l’Istituzione Scuola in questo senso, e quali progetti si stanno portando avanti, soprattutto quali le azioni da intraprendere nel prossimo futuro a tutela dei Minori e delle loro Famiglie? 

“Il Municipio Roma 2 è una realtà estremamente estesa e dalla conformazione territoriale particolare e variegata, che vive di grossi contrasti interni e che presenta temi e questioni sociali ed educative molto delicati. Grazie alla Legge 285/1997 che prevede l’erogazione di risorse e fondi da destinare alle strutture locali, abbiamo potuto attivare sul territorio vari progetti sul fronte delle politiche educative, in particolare mi piace citarne tre, frutto di un’importante partnership tra l’istituzione municipale (che fornisce le risorse), la scuola (che mette a disposizione i locali) e il privato sociale (che eroga il servizio): innanzitutto uno spazio ludico-ricreativo – quelle aree comunemente definite ludoteche ma che in realtà sono qualcosa in più – dove accogliamo tutti quei bambini che possono presentare delle criticità di natura relazionale o cognitiva, coinvolgendoli nello svolgimento di varie attività laboratoriali, e in cui ci rivolgiamo anche ai genitori con la presa in carico del sostegno genitoriale; […]

Quanto la collaborazione concreta tra le Istituzioni – anche a livello locale – può contribuire ad arginare fenomeni come il Caso Bibbiano – vicenda ormai tristemente nota, ma soprattutto simbolo di come agisce la Filiera Psichiatrica in Italia – e cosa può fare ognuno di noi, nella propria comunità, per dare il proprio contributo?

“Credo sia importantissima e centrale la parte dell’attenzione. Bibbiano ha scoperchiato dei problemi che erano già presenti, e quello che è importante fare, quello che ognuno di noi può fare, prima di tutto è l’attenzione. Noi abbiamo un contatto costante con i nostri servizi sociali, che pur agiscono in autonomia ma ciò non significa che non ci sia dialogo o confronto: da parte nostra adottiamo sempre un monitoraggio costante e un confronto-incontro su tutte quelle che sono le questioni tecnico-sociali che possono venirsi a creare in un processo educativo o assistenziale. Prima di arrivare all’estrema conseguenza – quale può essere quella di togliere un bambino dalla propria famiglia – bisogna agire in tutti i modi e trovare tutti gli strumenti e quindi tutta la possibilità di offrire soluzioni alle famiglie, per sviluppare prima di tutto delle competenze che possano consentire un domani di evitare la separazione. E in questo senso la politica davvero può fare tanto”.

Clara Centili
Ufficio Stampa I.N.PE.F.

Per partecipare all’evento “Arte, Cultura e Scienza per i Diritti Umani e contro la Filiera Psichiatrica” in programma il prossimo 22 marzo è necessario prenotarsi fin da subito scrivendo a: eventosociale20@gmail.com
Per informazioni: ufficiostampa.inpef@gmail.com – 329.9833862

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