sabato, ottobre 23

Laura Fidanza, Pedagogista Familiare: mi rendo conto di quanto Genitori, Bambini e Famiglie abbiano bisogno di aiuto

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Una passione travolgente, inarrestabile come l’energia di un fiume in piena che supera ogni ostacolo. Una passione che, con impegno e perseveranza, diventa un lavoro. Anche se per Laura Fidanza, Pedagogista Familiare, Docente e Responsabile dell’Ufficio Didattico, vale il motto di Confucio: “Scegli il lavoro che ami e non lavorerai neanche un giorno in tutta la vita”. Perché tra i suoi desideri c’era quello di studiare per “aiutare i bambini” e così ha cercato il percorso giusto e infine ha trovato la Pedagogia Familiare, la Professoressa Vincenza Palmieri e la squadra dell’INPEF. “Il mio sogno – racconta – si è realizzato ben oltre le mie aspettative”.

DOTTORESSA FIDANZA, QUALCHE ANNO FA PROBABILMENTE NON AVREBBE MAI IMMAGINATO DI ESSERE QUI A RACCONTARE LA SUA ESPERIENZA DI DOCENTE E DI RESPONSABILE DELL’UFFICIO DIDATTICO DI UN ISTITUTO COSÌ IMPORTANTE. IL SUO PERCORSO FORMATIVO HA INCONTRATO NON POCHI OSTACOLI…

Sì. I miei studi hanno subìto due “stop” molto bruschi: l’esperienza personale del terremoto dell’Aquila nel 2009 e una brutta malattia della mia mamma, per fortuna finita bene! Nonostante queste due grandi difficoltà, non mi sono mai fermata negli studi, perché era la grande motivazione che ogni giorno mi regalava Vita! Come scriveva un grande scrittore inglese: “una passione genuina è come un torrente di montagna, non ammette ostacoli, non può scorrere all’indietro, ma solo avanti” e non può smettere mai di scorrere aggiungo io. Ho sempre perseguito i miei studi pensando anche che la mia “seconda opportunità di vita” che mi è stata regalata nel 2009 doveva essere onorata per tutti coloro che non l’avevano avuta e dovevo onorarla minuto dopo minuto. Ad oggi posso sicuramente dire che ce l’ho fatta e sono grata di aver avuto tutto questo.

HA CONOSCIUTO L’ INPEF ALCUNI ANNI FA CERCANDO QUALCOSA CHE SENTIVA MANCARE ALLA SUA FORMAZIONE. LA CURIOSITÀ E IL DESIDERIO DI MIGLIORARSI CONDUCONO A NUOVE ESPERIENZE. E’ STATO COSÌ PER LEI?

Avevo bisogno di un Master che mi desse degli strumenti, delle competenze specifiche per lavorare e affiancare le famiglie ogni giorno… e così ho deciso di iscrivermi all’INPEF dopo una mail inviata a quell’indirizzo di posta diretto del Presidente (anche se all’epoca non potevo saperlo). Strano, ma meraviglioso destino ha voluto che parlassi direttamente con lei: volevo capire meglio cosa fosse la Pedagogia Familiare e al telefono percepii subito la grande Passione della Professoressa. Lì ho pensato: è questo il percorso giusto!

DURANTE IL MASTER SI È TRASFERITA A BOLOGNA, DOVE AVEVA GIÀ STUDIATO PER DUE ANNI, PER MUOVERE I PRIMI PASSI NEL MONDO DEL LAVORO. QUALI SONO STATE LE SUE ESPERIENZE?

Ho ponderato ogni singola scelta professionale per fare un percorso che mi aiutasse ad apprendere il più possibile, senza mai “stagnare” in ciò che conoscevo, ma ricercando e apprendendo sempre da ogni esperienza nuova e diversa che sceglievo. Ho lavorato per un anno in un Centro Bambini-Famiglie, ma il mio grande sogno era affiancare le famiglie che mi chiedevano aiuto e ho deciso di tornare a Teramo, la mia città, per aprire uno studio mio. Ho iniziato ad avere i primi contatti e seguire le prime famiglie che si rivolgevano a me, proprio per la diversità della Professione e per l’approccio specifico che questa offriva loro. Ma sentivo che avevo bisogno di un supporto e ho quasi “perseguitato” la Professoressa Palmieri per avere degli appuntamenti con lei: perché avevo da imparare e credo che non smetterò mai. Ricordo che partivo la mattina molto presto e arrivavo ore prima pur di essere a Roma e avere quei confronti che per me erano inestimabili: volevo capire sempre di più e sempre meglio. Da ogni incontro uscivo con un’energia unica.

STUDIO, RICERCA, PERSEVERANZA. UN PERCORSO DI IMPEGNO MOSSO DA UNA PASSIONE POTENTE, QUELLA DI AIUTARE E SOSTENERE I BAMBINI E LE FAMIGLIE ATTRAVERSO LA SCIENZA DELLA PEDAGOGIA FAMILIARE. LEI HA SEMINATO DEI GERMOGLI PREZIOSI ED È ARRIVATO IL TEMPO DELLA RACCOLTA, NEL LAVORO E NELLA VITA…

Ho ricevuto la proposta delle prime Docenze all’INPEF, ho incontrato l’Amore a Roma e così mi sono trasferita nella capitale. Ho avviato una collaborazione maggiore in Istituto – pur non lasciando le famiglie che seguo – e ho iniziato ad affiancare la Professoressa nel suo immenso ed instancabile lavoro con le famiglie. Questo per me è un grande onore e una formazione continua: conoscevo i grandi temi di cui l’INPEF è Istituzione, inizialmente solo come studente. Affiancando la Professoressa e ascoltando le famiglie che si rivolgono all’Istituto mi rendo conto di quanto le storie siano reali e di quanto Genitori, Bambini e Famiglie abbiano bisogno di aiuto e noi dobbiamo arrivare prima, nessuna di loro può e deve sentirsi sola!

E’ ANCHE RESPONSABILE DELL’UFFICIO DIDATTICO E DEL MASTER IN SERVIZI EDUCATIVI PER LA PRIMA INFANZIA, OLTRE CHE DOCENTE DI PEDAGOGIA FAMILIARE. LEI CHE È STATA NON MOLTI ANNI FA DISCENTE, COME SI SENTE NEL RUOLO DI DOCENTE E CHE RAPPORTO HA CON GLI STUDENTI?

Essere Docente ti regala soddisfazioni ed emozioni uniche: è meraviglioso perché ogni lezione ti lascia qualcosa dentro, molti studenti ti scrivono e ti ringraziano e tutto questo è un privilegio, perché nel tuo piccolo puoi trasmettere la tua energia e la tua passione a chi segue quel percorso, augurandoti che arriva ad ognuno di loro proprio come il sangue che raggiunge ogni singola vena del corpo. Seguire Studenti e Professionisti in continua formazione è una Responsabilità e bisogna dare il meglio e il massimo. Con gli Studenti ho un rapporto molto bello: tutti i loro riscontri sono assolutamente positivi e questo per me è un grande onore, che ogni giorno cerco di ricambiare proprio con l’impegno, la professionalità, la disponibilità e il sostegno che cerco di offrire.

L’INPEF È NATO E CRESCIUTO GRAZIE ALL’IMMENSO LAVORO DELLA PROFESSORESSA PALMIERI MA ANCHE CON L’APPORTO DI UNA SQUADRA DI GRANDI PROFESSIONISTI. COME È IL SUO RAPPORTO CON I COLLEGHI?

Il rapporto con i colleghi è meraviglioso: ho sempre sperato di trovare un contesto lavorativo in cui mi trovassi bene… all’INPEF è meglio! Per me è un po’ una Famiglia: sono entrata all’Istituto in uno dei periodi più brutti della mia vita e il lavoro, i Colleghi e la grande Passione mi hanno ridato Vita!

All’INPEF il calore, le risate e i sorrisi sono sempre dietro l’angolo. Ogni giorno non è mai uguale al precedente, c’è un’energia travolgente che non diventa mai routine. Non ci si annoia mai: le novità, gli eventi, i progetti, le iniziative sono la benzina di ogni giorno! Auguro a tutti di trovare quel lavoro che ti permette di svegliarti e non avere il peso di lavorare o semplicemente uscire di casa ed essere felice di andare a lavoro. Io ho avuto la grande fortuna di aver trovato questo!

IN OGNI PERCORSO PERSONALE E PROFESSIONALE CI SONO MOMENTI FELICI ED ALTRI COMPLESSI. QUEI PERIODI CHE SEGNANO UNA LINEA DI DEMARCAZIONE TRA UN PRIMA E UN DOPO. QUALI SONO STATI PER LEI?

Anche se sono arrivata da due anni e mezzo circa all’INPEF, il momento più bello è stato sicuramente la prima Docenza: ricordo ancora l’emozione e la grande ansia di avere il Presidente in aula che salutava gli studenti e ascoltava anche me parlare quando ho fatto il mio intervento. Ancora non la conoscevo come oggi ed ero molto agitata, ma lo ricordo ancora come uno dei momenti più emozionanti in assoluto. Il momento più difficile è stato da Febbraio 2020 per qualche mese successivo: il periodo pandemia ha stravolto completamente le modalità didattiche e il lavoro è stato incessante. Ricordo ancora il lavoro fatto: è stato pazzesco, ma non potevamo abbandonare Studenti e Famiglie in un momento così complicato e difficile… una delle frasi che caratterizza l’INPEF è “c’è sempre qualcosa che è possibile fare” e quindi abbiamo fatto tutto quello che era possibile fare, trasformando la didattica e continuando a definire sessioni di tesi “a distanza” – ricordo ancora le prime sedute di tesi via Skype poiché attendevamo l’attivazione della Piattaforma che abbiamo oggi. Un’esperienza incredibile che ci ha messo alla prova, rendendoci ancora più forti, in cui si è creata una squadra tremendamente unita in un momento in cui il distanziamento era l’unica parola che riecheggiava nelle nostre case.

CI RACCONTAVA DEL PRIMO PERIODO CONTRADDISTINTO DALL’AVVENTO DELLA PANDEMIA. UNA FASE IN CUI SONO CAMBIATE LE NOSTRE VITE E IL NOSTRO MODO DI LAVORARE. COME SI TROVA CON LO SMART WORKING E L’INSEGNAMENTO A DISTANZA?

Il lavoro in smart working ha i suoi pro e i suoi contro: sicuramente da una parte favorisce i tempi, eliminando la “perdita di tempo” degli spostamenti e rendendo più del doppio, per me personalmente e per come organizzo io il mio lavoro… dall’altra non incontri i Colleghi in presenza, gli Studenti in aula, c’è meno interazione… ma la vita mi ha abituato a vedere il bicchiere sempre mezzo pieno e nonostante il bisogno a volte di incontrare e vedere i colleghi, questa modalità ci ha permesso di continuare comunque la nostra Missione come Istituto – nella formazione e con le famiglie – quindi prendiamo solo il positivo!

NEL SUO PERCORSO CI SONO STATI OSTACOLI IMPORTANTI CHE HANNO RIGUARDATO SIA LA SFERA PERSONALE CHE QUELLA COLLETTIVA. LO RACCONTAVA CON NON POCA EMOZIONE. QUELLO È IL PASSATO, SEGUITO, GRAZIE ALLA SUA GRANDE FORZA DI VOLONTÀ, DA UN PRESENTE IN CUI SI SENTE APPAGATA. MA SE DOVESSE FARE UN SALTO NEL FUTURO QUALI SAREBBERO I SUOI SOGNI?

Solo crescere ogni giorno! Avevo un grande sogno nella vita ed era realizzare la mia grande Passione rendendola un “lavoro” che tale non è per me, aiutando bambini e famiglie! Il mio Sogno si è realizzato ben oltre le mie idee: ho l’immensa fortuna di essere accanto alla migliore Guida per tutto ciò che riguarda il mio campo professionale e questo mi permette di imparare ogni minuto: per me ogni giorno è una crescita e un confronto costante.

Forse l’unico sogno che ho ad oggi è quello di continuare a studiare sempre, crescere e rimanere all’Istituto ancora a lungo, lavorando sempre di più con il Presidente “per e con” le famiglie, sperando di non abbandonare mai quel sogno che ho già realizzato e che difenderò con tutta me stessa!

A cura dell’Ufficio Comunicazione INPEF

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