lunedì, giugno 24

Abstract del convegno: diventare criminalisti oggi in Italia

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Diventare criminalisti oggi in Italia
La prova scientifica non può essere opinabile!

Roma. Il 14 maggio alle ore 18.30 si è tenuto il seguitissimo convegno online: “Diventare criminalisti oggi in Italia: destinatari, itinerari e sfide”. L’evento ha suscitato moltissimo interesse e ha visto la partecipazione di centinaia di studenti e professionisti che hanno rilasciato commenti entusiastici.

In diretta streaming, le eccellenze italiane della criminalistica si sono riunite, coordinate dall’Ufficio di Presidenza INPEF, per presentare agli studenti – ma anche a quanti interessati – gli sviluppi della criminalistica oggi in Italia, per dibattere sulle nuove norme per la professione del criminalista, ma soprattutto per approfondire la necessità di rendere quanto più oggettive le prove.

Inoltre, si è parlato di come la riforma Cartabia abbia dato una spinta in questa direzione, anche per quanto riguarda le consulenze tecniche d’ufficio che a volte risentono dell’indirizzo ideologico del consulente nominato dal giudice.

Per quanto riguarda la scena del crimine, la ricerca della verità e di conseguenza della giustizia, infatti, la prova scientifica deve essere il quanto più possibile certa, senza lasciare nessuno spazio alle interpretazioni: la prova scientifica non può essere opinabile!

Nel convegno sono stati illustrati i destinatari di questa disciplina e gli itinerari per diventare criminalisti riconosciuti. Ma anche, quali sono le sfide e i rischi di essere onesti, di sapere osservare senza aggiungere niente e di sostenere sempre con forza in ogni sede la prova di cui si è testimoni.

Ha presenziato i lavori la professoressa Vincenza Palmieri, Presidente INPEF, con il coordinamento del dottor Salvo Pappalardo dell’Ufficio di Presidenza e dello staff INPEF.

Nel convegno tutti i relatori sono stati concordi nell’affermare che le perizie devono essere fatte in scienza e coscienza e che l’etica del perito è importante.

Ha questo proposito la Professoressa Palmieri ha dichiarato: “Credo che essere etici sia il nostro impegno da scienziati, ma anche da professionisti, consapevoli del fatto che, come abbiamo sempre detto, le perizie determinano le sentenze.”

I relatori – docenti INPEF, indiscussi e noti scienziati riconosciuti a livello mondiale – hanno riscosso molto interesse tra gli studenti:

• Prof. PIER MATTEO BARONE
Nel suo intervento “Criminalistica globale: indagini oltre confini” il professor Barone ha sostenuto come la criminalistica sia l’insieme di vari approcci scientifici alla scena del crimine e che quindi non c’è una scienza che è migliore delle altre, ma tutte quante concorrono per ottenere lo stesso lo stesso scopo.

• Gen. LUCIANO GAROFANO
Nel suo intervento “Possibilità e limiti della prova scientifica” il Generale Garofano ha denunciato quanto avviene di più antipatico e non condivisibile, cioè che i periti se sono incaricati da una parte agiscono in un modo e se lo sono dall’altra agiscono in un altro modo, quindi, dobbiamo agire a favore di una formazione che faccia dell’etica, della serietà, della scrupolosità, della standardizzazione qualche cosa di irrinunciabile.

• Prof.ssa MARINA BALDI
Nel suo intervento “Sulle tracce del DNA” la professoressa Baldi ha sostenuto che per quanto possa essere esatto un dato scientifico, se non è ben contestualizzato nella dinamica criminale nelle situazioni a livello probatorio, questo dato scientifico può non risultare valido per aiutare gli esperti mettere una sentenza, e parlando di esattezza del dato scientifico viene in mente proprio la prova del DNA.

• Prof.ssa ROSA MARIA DI MAGGIO
Nel suo intervento “La terra sotto le scarpe. La Geologia Forense come branca della criminalistica” la professoressa Di Maggio ha illustrato il metodo del ragionamento regressivo. Il geologo parte dal presente osservando le rocce per ricostruire il passato, alla stessa maniera si parte da una scena finale per arrivare alle azioni che hanno causato una dinamica ed è tutto legato a un’attività fondamentale che è quella dell’osservazione.

• Prof. NICOLA CAPRIOLI
Nel suo intervento “Il ruolo della Dattiloscopia nell’ambito della Criminalistica” il professor Caprioli ha sostenuto che i professionisti cercano di essere degli scienziati e di applicare la scienza nella maniera più corretta, senza forzature, spesso si scontrano che un’autorità giudiziaria che non riesce a leggere né a interpretare il dato scientifico.

• Prof. LUIGI SABBATELLA
Nel suo intervento “Tossicologia Forense: le variabili” il professor Sabbatella ha illustrato come i professionisti dell’ambiente della criminalistica non siano isole e come debbano cercare di fare in modo di cooperare e collaborare con le altre discipline perché servono tutte le competenze necessarie per portare un contributo di scientificità.

In conclusione la Professoressa Palmieri ha salutato i relatori e gli studenti con queste parole: “Vi ringrazio ancora per l’entusiasmo, la professionalità, la scienza, l’onore e l’orgoglio con cui portate avanti il vostro lavoro di ogni giorno nel dare una speranza, perché, come diciamo sempre, la speranza della giustizia è quasi più importante della giustizia stessa.”

L’evento si è svolto in diretta streaming sulla pagina Facebook dell’INPEF ed è disponibile su YouTube:

Ufficio Didattico INPEF

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