lunedì, giugno 24

Convegno – Il Forteto: (tra) le radici della Filiera Psichiatrica

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Convegno – Il Forteto: (tra) le radici della Filiera Psichiatrica
Dobbiamo liberare i bambini di tutti i Forteto d’Italia, di tutti i Bibbiano d’Italia: tutti i bambini d’Italia!

Roma. Lunedì 27 maggio nell’evento in streaming “Il Forteto: le radici della Filiera Psichiatrica” Emanuela Fancelli – Avvocato, Direttore di Radio Centro Musica – ha intervistato la Prof. Vincenza Palmieri – Presidente INPEF, Consulente Tecnico Forense – e l’On. Manuel Vescovi – già Vice Presidente della Commissione Parlamentare di inchiesta sul Forteto. 

Nell’intervista l’avvocato Fancelli è entrata subito nel vivo per capire perché il Forteto è tra le fondamenta della Filiera Psichiatrica. La Professoressa Palmieri ha quindi spiegato che: “Il Forteto, una esperienza lager, una delle prime terribili esperienze note al pubblico, rappresenta una serie di comportamenti e di linee di linee anche politiche sulla gestione dei minori.
Noi oggi parliamo del sistema degli affidi, ma tutto questo sistema e tutta la Filiera Psichiatrica ha un’origine assolutamente antica e la possiamo ritrovare proprio all’interno di ciò che il Forteto ha rappresentato. Abbiamo assistito a quelle che erano le prime diagnosi sulle famiglie affinché i bambini potessero essere strappati via; si incominciavano a fare valutazioni sulle famiglie che venivano considerate inidonee, famiglie in cui ai genitori, mamma e papà, veniva fatto un profilo di personalità patologico. E sulla base di queste valutazioni scattava l’allontanamento dei bambini e l’inclusione in queste strutture.
Ecco la Filiera.
È stato il primo esperimento in cui nella collusione tra politica, sistema diagnostico, sistema delle reti sociali si è incominciata a creare quella catena in cui i vari attori si mantengono vicendevolmente.
Poi abbiamo avuto la legge 328 del 2000 che ha strutturato questo sistema.
E questa è la Filiera.
Ma il Forteto rimane quel primo esempio drammatico da cui penso proprio che tutto abbia avuto inizio.”

Ma il Forteto è stato anche una vergogna italiana, come chiarito bene dall’onorevole Vescovi: “Due soggetti condannati con sentenza passata in giudicato per abuso su minori hanno avuto in affido dei bambini per 30 anni. Quando leggevo le carte, ascoltavo le testimonianze, mi veniva da piangere, cioè mi toglieva il cuore, perché questi bambini erano chiusi dentro una casa, una cooperativa agricola, dove urlando e piangendo dovevano fare delle cose sessualmente riprovevoli, qualcosa di aberrante. Io mi ricordo la bambina che era scappata, che era riuscita a uscire e poi l’hanno riportata lì. Naturalmente, c’è stata una grossa colpa, secondo me, delle Istituzioni.”

Ora, se la colpa è delle Istituzioni, è necessario cambiare punto di vista e su questo la Professoressa Palmieri ha portato un concetto rivoluzionario e illuminante: “Non dobbiamo andare a normare quello che accade dopo che le tragedie si sono consumate. Andare a intervenire, stabilire linee guida, legiferare sul sistema affidi, anche presso la Comunità Europea, eventualmente, sarebbe andare a trattare quello che accade dopo.
Noi il sostegno alle famiglie dobbiamo farlo prima.
Le famiglie vanno aiutate prima!
Il sistema familiare va supportato con interventi e con politiche intelligenti che prevengano le sottrazioni.
In Italia abbiamo chiuso i manicomi, ma non possiamo definirci un popolo civile fino a che non avremo delle politiche per l’infanzia e per la famiglia che siano veramente rispettose di quello che è il sistema familiare e di ciò che sono i bambini oggi in Italia che non possono più essere carne da macello all’interno di tutto questo sistema.
Il punto è, esattamente, come tutto questo sistema è incasellato.
Questo è un sistema molto, molto ricco. Noi abbiamo sempre guardato alle strutture, al costo dei ragazzi, il costo giornaliero, mensile dei ragazzi nelle strutture. Abbiamo gridato allo scandalo dei soldi investiti nelle case famiglia e nelle case ad alto contenimento psichiatrico.
Ma tutti gli altri anelli di questa catena, a loro volta, sono destinatari di grandi risorse finanziarie. Quindi devono necessariamente mantenersi in vita continuando a creare sempre nuove diagnosi, nuovi deficit nelle persone, nei genitori, nelle famiglie e nei bambini.
Perché, i bambini vengono tolti ai genitori sulla base di diagnosi, di profili di personalità.”

A questo punto è intervenuto l’onorevole Vescovi, con una proposta e un riconoscimento: “Faccio i complimenti alla Professoressa Vincenza per la sua lungimiranza, per cui la politica, se è lungimirante, dovrebbe mettere una persona come la professoressa Vincenza come sottosegretario per questo settore. Nel senso che si dovrebbero prendere persone esperte del settore. Persone come la professoressa Vincenza Palmieri che potrebbero contribuire in modo notevole a fare una legge nuova. Oggi bisogna guardare il futuro, ci vogliono persone lungimiranti che si impegnano e che mettono passione nella materia, che conoscono la materia. Di conseguenza io penso che il contributo della Professoressa Palmieri sia fondamentale in questa fase per avere una visione diversa, perché non accadano più episodi come sono successi fino adesso. Il principio della normativa deve essere: cerchiamo di far sì che i figli rimangano con la famiglia. Questo deve essere l’obiettivo principale.”

E su questo la Professoressa Palmieri, ha ribadito che: “Questo è il mio programma principale. In effetti ci stiamo investendo molto.
E come può agire lo Stato?
Bisogna che con lo Stato ci parliamo, che, attraverso anche la Commissione interdisciplinare che ho istituito presso l’INPEF, ci possano essere dei dialoghi, ci possa essere l’accoglienza di quelle che sono le nostre istanze.
Parliamoci chiaro, finora sono state istituite delle commissioni e dei tavoli tecnici per creare le linee guida operative.
Però fino a che a questi tavoli si siedono coloro che sono anche parte del problema, le cose non cambieranno.
Io credo che ai tavoli, ai gruppi di lavoro per creare le riforme, ci debbano essere coloro che di questo sistema sono vittime, ci debbano essere coloro che lo toccano con le loro mani e lo conoscono il sistema, sanno quali sono le pieghe di questi incontri protetti.
In questo momento in Italia c’è persino una guerra tra le famiglie naturali e le famiglie affidatarie. Questa è una cosa grave. Il governo deve intervenire. Non si può mantenere questo sottobosco di “adozioni mascherate”.
E il governo deve ascoltare le famiglie.
E bisogna smettere di chiamare una serie di azioni «tutela dei minori».
La tutela dei minori non è solo l’ufficio tutela minori dove ci sono dei professionisti bravi, seri, competenti, eccetera.
La tutela dei minori deve essere un insieme di azioni e di politiche che davvero garantiscano ai bambini il primo bisogno che è quello dell’amore di mamma e papà. E se mamma e papà hanno bisogno di un piccolo aiuto, lo devono avere e i bambini devono poter continuare a stare con la loro famiglia.”

Ed infine la Professoressa ha terminato con un appello: “Io credo che non dobbiamo limitarci esclusivamente a vedere il fatto giudiziario, le persone condannate o quelle assolte, laddove anche un’assoluzione grida vendetta più che una condanna.
Io penso che, quando ci sono eventi di questo tipo e l’autorità giudiziaria interviene, quando si scopre un vaso di Pandora, beh, vuol dire che c’è un punto di non ritorno, vuol dire che quello che era nascosto non sarà più nascosto.
Prendiamo velocemente l’esempio di Bibbiano, perché come si fa a non citare e a non mettere in abbinamento il Forteto con Bibbiano.
Ad un certo punto tutti i bambini di Bibbiano sono tornati a casa. Al di là delle assoluzioni e delle condanne su Bibbiano, se questi bambini sono tornati a casa, allora qual era la colpa? Di chi era la colpa? Chi erano i colpevoli? E se c’erano dei colpevoli, perché sono stati commessi degli errori?
Lasciatemi concludere l’evento di questa sera con un messaggio: noi vogliamo liberare tutti i bambini d’Italia.
I bambini devono essere liberati, perché i bambini non possono essere prigionieri, mai.
I bambini devono essere aiutati, devono essere educati e devono poter giocare, devono poter essere i destinatari dei diritti internazionali.
Per i bambini, quindi, vorrei davvero che tutti insieme noi – so che c’è tanta gente che ci sta seguendo e tanti saranno quelli che continueranno a sentirci nei prossimi giorni – abbiamo un solo grido che si deve e ci può accomunare ed è quello di liberare tutti i bambini d’Italia, liberare tutti i bambini di tutti i Forteto d’Italia, di tutti i Bibbiano d’Italia.
Liberiamo i bambini, perché, finché avremo un bambino, anche uno solo, prigioniero, io credo che saremo molto lontani da quella che può essere una società civile.”

L’evento è stato trasmesso in streaming sulla pagina Facebook Vincenza Palmieri Ambasciatrice per i Diritti Umani.

 

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