Un nuovo percorso formativo diretto a tutti,
per un Approccio non medicalizzato all’Apprendimento
Intervista alla Prof.ssa Vincenza Palmieri,
Presidente dell’Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare
Il 2025 è alle porte e l’Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare ha deciso di rivoluzionare il panorama didattico strutturando un percorso di Formazione rivolto a una “figura professionale” spesso poco considerata come tale: quella dei Genitori.
Ecco, allora, che colpisce non poco l’ultimo nato in “casa INPEF” tra i Corsi Intensivi: il Corso Intensivo Online per Genitori, Tutor ed educatori: “i tuoi figli hanno problemi a Scuola? Chi, come, perché e soprattutto che fare”.
Prof.ssa, perché è nato questo Corso?
Perché ho voluto fare in modo che anche i genitori avessero a disposizione una serie di competenze fondamentali per accompagnare i propri figli nel percorso non solo scolastico ma anche di crescita; e venissero a conoscenza di strumenti concreti e strategie per aiutare i propri figli.
Oggi l’approccio alla Scuola è fortemente medicalizzato attraverso il ricorso fin troppo facile alla diagnosi. In linea anche con il mio ultimo libro “Siamo ragazzi, non siamo diagnosi” (Armando Editore, 2024), ho voluto creare questo percorso per aiutare le Famiglie.
Allora, Le chiedo: chi si può iscrivere, quali titoli sono richiesti?
Il Corso è strutturato per essere molto semplice, seppur scientificamente intenso, ed è accessibile a chiunque. Non è richiesto un titolo di laurea, ma semplicemente il bisogno e l’intenzione – in quanto genitori o tutor dedicati – di voler aiutare i propri ragazzi al di fuori della diagnosi e della sanitarizzazione degli apprendimenti. Ecco perché non è richiesto alcun titolo di studio specifico.
Cosa ha di speciale rispetto agli altri percorsi di Formazione sulla Didattica Efficace?
I percorsi tradizionali sono rivolti ai docenti. Questo, invece, è espressamente rivolto a chi ha un rapporto uno a uno, in una relazione anche domestica con i Bambini. E poi è molto diretto, pratico. Coprendo tutte le situazioni particolari che si possono creare nella quotidianità della relazione.
Quali sono quindi le “materie” oggetto del percorso?
Gliene cito solo alcune, visto che il percorso è molto ricco e particolareggiato: Osservazione e performance; Come farsi raccontare le difficoltà; Quando a scuola ti dicono di “far vedere” tuo figlio; Sono ragazzi, non sono diagnosi: la medicalizzazione dell’apprendimento; La Didattica Efficace per il supporto allo studio: imparare tecniche facilitanti ed esercizi; Migliorare l’esposizione orale e scritta; Superare le difficoltà con la matematica, la lettura, la grafia e l’ortografia: studiare può essere bello; Li chiamano “Bambini Speciali”; Tecniche di Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA); Come realizzare una Mappa Concettuale; Figli adottivi di origine straniera nella scuola italiana; Bullismo e Cyberbullismo: come parlarne con i propri figli.
Visto che i genitori solitamente svolgono altri mestieri e hanno una giornata complessa, anche dal punto di vista degli orari, è semplificato anche il percorso di fruizione del corso stesso?
Assolutamente sì. È prevista, infatti, una formazione in piattaforma online per attività di studio, approfondimento ed esercitazioni individuali, l’uso di video, tutorial, schede e attività con materiali semplici e di uso comune, lezioni in fruizione asincrona, attività svolte in autoapprendimento – che saranno comunque visionate e corrette dai Docenti – e sarà inoltre disponibile un tutor.
Allora, prof.ssa, quando inizia il Corso?
A gennaio, si inaugura con l’anno nuovo, subito dopo “le vacanze”. Abbiamo già mamme e papà che si sono iscritti, quindi il corso è proprio in partenza. E mi riempie di entusiasmo, anche perché tra i docenti del Corso ci sarò anch’io in prima persona.
Lavoreremo sulla performance, sull’osservazione delle difficoltà reali e sul “riempimento” delle lacune, non sulla diagnosi. Perché oggi ci troviamo in situazioni in cui la diagnosi non è un aiuto ma una limitazione all’aiuto.
Posso chiederLe con quale effetto?
Vede, gli strumenti dispensativi e compensativi – che nascono ormai parecchi anni fa con l’idea di essere “una stampellina” per i ragazzi – hanno dimostrato in maniera inequivocabile di essere un enorme boomerang: atrofizzano l’intelligenza e il saper fare.
Ecco perché noi lavoreremo sugli esercizi. Perché siamo convinti che l’intelligenza, a qualunque livello, vada esercitata, altrimenti regredisce.
Allora, in bocca al lupo per il nuovo Corso, prof.ssa.
In bocca al lupo a tutti i genitori, i docenti, i tutor e tutti quelli che vorranno mettersi in gioco con noi in questo percorso innovativo e rivoluzionario. Riscriviamo insieme il rapporto con i nostri Ragazzi: sarà bellissimo!
Ufficio Stampa INPEF
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