domenica, aprile 18

Angelo Antonio Ferrara, Cantante: “Ogni bambino deve poter stare con i suoi affetti.”

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Ad esibirsi per noi in occasione dell’Evento “Arte, Cultura e Scienza per i Diritti Umani contro la Filiera Psichiatrica”, un giovanissimo talento: Angelo Antonio Ferrara, 13 anni, cantante. Sin da piccolo ha preso parte a diversi concorsi ed eventi su tutto il territorio nazionale, esibendosi in numerosi luoghi della Capitale e calcando anche grandi palcoscenici come quello dei semifinalisti dell’ultimo Sanremo Junior. Il 22.03 salirà su un palco speciale, che lo vedrà protagonista come Artista per i Diritti Umani. Angelo, come ti fa sentire questa nuova esperienza?

“La vivo bene – anche se sono un po’ emozionato – perché sono contento di lottare per i bambini che possono trovarsi in difficoltà. In effetti, ho deciso di accettare l’invito della Prof.ssa Vincenza Palmieri a cantare a questa importante iniziativa perché ammiro il lavoro dell’INPEF che è finalizzato proprio a riportare a casa i bambini e ad evitare che vengano imbottiti di psicofarmaci. A volte i più piccoli non possono esprimere la loro libertà e non possono tornare tra le persone che amano, mentre io credo che sia un diritto stare nella propria casa ed essere sereni. E se cantare per questo significa essere un Artista per i Diritti Umani, allora sono orgoglioso di impegnarmi affinché tanti bambini, magari della mia età o anche più piccoli, tornino liberi, liberi soprattutto di amare, e di diventare le nuove professionalità del nostro futuro”.

Cantare è la tua passione: cosa rappresenta per te la musica e che esperienza è salire su un palco e trasmettere con la propria voce qualcosa agli altri?

“La musica è per me un mezzo di espressione che mi aiuta a far uscire fuori i miei sentimenti, mi rilassa, mi fa divertire, mi unisce agli altri e mi permette anche di trasmettere contenuti importanti per una società migliore. E poi, le persone più vicine a me sono orgogliose e mi danno tanta forza, permettendomi così di continuare questo percorso che sto facendo nell’ambito musicale”.

Ti senti un po’ portavoce dei tuoi coetanei, di tutti quei bambini e quei ragazzi che magari non hanno voce, ma che in qualche modo stai aiutando sostenendo i loro Diritti?

“Sì, tra l’altro al momento sto frequentando la terza media, ma ho già scelto di iscrivermi al Liceo linguistico a indirizzo relazioni internazionali, quindi ho scelto una tipologia di scuola che mi permetta di viaggiare e di avere relazioni con altri ragazzi e soprattutto di approfondire uno dei temi principali che è proprio quello dei Diritti Umani. Sicuramente cantando mi sento un po’ portavoce, il che da un lato mi viene spontaneo e per certi versi mi sembra anche giusto che io – che posso usare la parola – la possa prendere anche per chi invece non la può usare e che magari è un ragazzo come me. Dall’altro lato, però, la sento anche come una grossa responsabilità. Musica, parole e testi possono consolare, e rappresentare situazioni che magari possono essere meglio comprese proprio attraverso la bellezza della musica e dell’arte. Immedesimandosi anche un po’, ci si può riconoscere e magari ritrovare la forza di reagire, quindi la musica secondo me può essere anche una grande risorsa”.

Dal tuo punto di vista, cosa potrebbero fare gli adulti, i politici, gli insegnanti, per garantire che i diritti dei giovani e delle nuove generazioni siano tutelati davvero?

“Secondo me la cosa che possono fare è stringere i propri piccoli a sé e fare in modo che un figlio resti con mamma e papà e con coloro che lo amano. Ogni parola, ogni legge, ogni azione deve tutelare questi bambini quando ciò non accade, perché ogni bambino deve poter stare con i suoi affetti, le sue abitudini, i suoi giochi, i suoi libri… Dietro lo sguardo di un bambino c’è sempre la parte migliore dei suoi genitori, c’è quell’esperienza che lo rende unico e che va difesa ‘normalmente’ e non come se fosse un evento eccezionale. Ringrazio ancora di cuore la Prof.ssa Vincenza Palmieri per l’invito a partecipare a questo Festival degli Artisti per i Diritti Umani, che per me rappresenta un’occasione unica anche di confronto rispetto ad altre diverse esperienze artistiche. Ringrazio anche l’Associazione Cuore in Musica Academy con la mia coach Joahanna Pezone per il supporto tecnico, e poi ringrazio la mia mamma, Viviana Normando, che è giornalista e già Premio Nazionale di Pedagogia Familiare per i Diritti Umani, che ho avuto il privilegio di accompagnare in diversi eventi che mi hanno fatto scoprire moltissime realtà e persone che ancora non conoscevo”.

Clara Centili
Ufficio Stampa I.N.PE.F.

Per partecipare all’evento “Arte, Cultura e Scienza per i Diritti Umani e contro la Filiera Psichiatrica” in programma il prossimo 22 marzo è necessario prenotarsi fin da subito scrivendo a: eventosociale20@gmail.com
Per informazioni: ufficiostampa.inpef@gmail.com – 329.9833862

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