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Home > News-evidenza > CHI HA RAPITO I NIPOTINI IN PROVINCIA DI SAVONA? QUANDO LA GIUSTIZIA CREA L’INGIUSTIZIA
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Vincenza Palmieri: “Il ritorno dei due bambini – vittime di una Psichiatria infiltrata nel tessuto sociale e giuridico – è atteso dalla mamma, dai nonni e da tutta Italia”

 

Chi ha rapito i due nipotini in provincia di Savona?

Sono stati inghiottiti dal Sistema. Da una Giustizia che crea ingiustizia.

Di loro non si sa più nulla.

E se anche se ne avesse notizia, cosa che non è da quasi un anno, per una mamma e per gli amorevoli nonni non potrà mai essere sufficiente saperli in un posto – per quanto auspichiamo scelto tra i migliori – che non sia casa loro: il luogo dell’amore e della famiglia.

Ma non sono più solo la mamma e i nonni, ad attenderli: li aspettano anche le Associazioni, i Cittadini, le Istituzioni: tutta l’Italia è col fiato sospeso.

La storia è drammaticamente consueta e “semplice”. E’ la solita, come tante: incomprensione familiare tra mamma e nonna e, subito dopo, bambini allontanati, ovvero puniti!

E’ allora che la famiglia si rivolge all’ Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare – che tanti bambini ha restituito alle proprie famiglie – e ciò mi coinvolge direttamente!

E mentre  iniziamo a costituire una rete solidale insieme al Comitato d’aiuto, al legale della famiglia, l’avv. Francesco Miraglia, al Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani, al Parroco, ai vicini, agli artisti del paese, la mamma dà alla luce la seconda bambina.

Qui la vicenda assume toni ancora più drammatici: la bambina viene letteralmente strappata dalle braccia della madre mentre la sta allattando, nel reparto maternità, poche ore dopo il parto. Impedendo anche ai nonni di dare un ultimo bacio alla nipotina.

Neanche i cuccioli di cane possono essere allontanati così dalle mammelle e dal calore della mamma!

Di fronte ad un gesto così grave, nella sua violenza, ci chiediamo se per i “pubblici ufficiali”, esecutori di tali linee di indirizzo, non sia possibile l’obiezione di coscienza!?

E, se fino a qualche tempo prima era almeno possibile ricevere qualche foto e video dei due piccoli, da dicembre 2017 – mesi e mesi d’attesa, aspettando che il Giudice emani un decreto – di questi bambini oggi non si ha più alcuna notizia.

Gli equivoci, le incomprensioni e le diffidenze reciproche tra la famiglia e chi è preposto istituzionalmente alla tutela dei Minori si trasformano, dunque, in un esilio forzato per questi bambini. Dove? Non lo sappiamo.

Ma perche tanta rete per questi due fratellini? E chi sono i protagonisti di questa vicenda?

Spesso i Decreti, le Disposizioni si emettono senza conoscere a fondo l’umanità delle persone coinvolte, il ruolo svolto all’interno della comunità, i risultati raggiunti nella vita, le difficoltà superate e il loro vivere nel tessuto sociale da cittadini attivi.

Sempre più spesso riceviamo relazioni tecniche o valutazioni scaturite esclusivamente dalla lettura di tavole e test. Ancora di più vengono disposti interventi a seguito di denunce anonime e senza conoscere in linea diretta la realtà dei fatti.

Per noi è importante, invece, sapere che si tratta non solo di due nonni amorevoli, ma anche di cittadini stimati e apprezzati, scrittori di fiabe per bambini, che hanno regalato i propri racconti a tutte le scuole locali, volontari in associazioni, dall’intero vicinato riconosciuti come persone per bene. E persino una lettera del parroco lo attesta; fatto forse anacronistico, ma certamente significativo.

Chi è la giovane mamma? Una ragazza semplice, che una sera ha litigato con sua madre ed è uscita di casa arrabbiata. Si è rivolta ai carabinieri perché la madre non la faceva uscire. Come spesso fanno tanti ragazzi, ignari del fatto che la macchina istituzionale – quando viene coinvolta e si mette in moto – smuove tutto, a volte arrivando troppo in là.

Vogliamo credere nella buona fede delle istituzioni coinvolte e, nella giornata dei nonni, vogliamo essere un po’ più buoni.

Ma, dopo aver spiegato chi sono questi nonni e chi è la mamma, non possiamo non rivolgere il nostro pensiero ai due fratellini. Piccoli cuccioli di uomo e di donna che non hanno potuto provare cosa sia un abbraccio a contatto con la pelle di chi ci ha messi al mondo e di chi ci ama per istinto e spinta familiare.

Sappiamo come crescono questi bambini istituzionalizzati a tre giorni di vita.

E non la vogliamo raccontare ancora una volta, questa storia, perché il dolore è tanto.

Vogliamo invece che questi bambini, spariti, inghiottiti nel nulla, tornino a casa.

Ed in quella casa non troveranno solo la famiglia, ma anche noi.

Troveranno la Pedagogia Familiare, il Progetto di Rete, i Difensori dei Diritti Umani, il Parroco, l’avvocato, il Comitato e tutti quanti da tempo sono pronti a creare un futuro tutelato e sereno per questi due fratellini.

E oggi, soprattutto oggi… Viva i nonni!

Vincenza Palmieri

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